PIAZZA CASALBORE - NESSUN DOLORE
Nessun dolore....di Giovanni Perna
Io credo fermamente che l’intensità del dolore percepito alla centesima frustata sia diversa da quella che senti alla prima.Deve essere per questo che la penalizzazione (la prima per illecito sportivo, bene la Salernitana) che la Corte Federale ha comminato mentre ancora si giocava col Cittadella non ha provocato moti di piazza.
Una penalizzazione inutile ma giusta, lo dico prima di leggere le motivazioni. E ci va ancora bene. Sommessamente suggerisco di incassare senza proporre appello. Tanto la macchia resta, e non sporcherà l’attuale presidente.
A rifletterci sopra, però, il -6 non è completamente inutile. Fornisce un’occasione, segna un momento preciso, il momento di dire basta.
Se l’ornitomanzia fosse ancora di moda, gli Auspici saprebbero cosa dire. Non un segnale, non un evento, ha indicato che gli Dei approvano l’operato dell’attuale società. Che deve passare la mano, è dato incontrovertibile, evidente, solare. Non domani ma ieri. Senza lasciare traccia, e non mi riferisco solo al dato sportivo.
Quello che bisogna spazzare via è l’eredità morale che questo quinquennio pretende di lasciarci. Un’eredità che ha ribaltato alcuni semplici concetti.In base a questo generoso lascito, un’azienda (che tale è per l’imprenditore, lo capisce persino un ottuso tifoso quale io sono) può essere gestita in pubblica piazza, con tutti i passanti legittimati al commento.
Perchè è accaduto ciò? Io un’idea ce l’ho. Io penso che se non puoi dire la verità, è meglio tacere. Perchè se parli allora devi dire una bugia oggi, e domani per giustificarla devi dirne un’altra più grossa, e il giorno dopo un’altra più grossa ancora. Superato il limite della decenza, iniziano a parlare tutti.Mica è alta filosofia, è saggezza spicciola, roba comune. Eppure in questi anni ci si è comportati in maniera differente.
E allora, premiamolo questo benedetto tasto “reset”. Quando la gestione Lombardi sarà un ricordo (ripeto: non domani ma ieri) diamoci una regolata, tutti.I nuovi dirigenti (e lo dico subito, uno che fa i comizi su Facebook è meglio che si sta a casa), ma anche la stampa. Non ne possiamo più di vedere interviste in ginocchio da un lato, la sagra dei trombati rancorosi dall’altra, le comari cilentane dall’altra ancora.
Vi scongiuro, fate informazione e se date un’opinione datela con cuore sincero.E i tifosi come me, che devono capire (e ricordarsene al primo pareggio interno) che si parte comunque da zero, e che viene prima la struttura e poi il campo. Basta quindi invocare il ritorno di vecchi tromboni, occhio attento alle scelte strategiche che i nuovi padroni faranno.
Io credo che bisognerà fare per forza così, altrimenti è finita. E non per causa del dr.Palazzi.
Giovanni Perna
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